“Revenue is vanity. Profit is sanity. Cash is reality.”
Credi che il fatturato sia così importante? Quanti soldi servono per realizzare quei ricavi? Cosa accade ai profitti? E’ sostenibile? Spesso sono le certezze a guidare le azioni, noi preferiamo le domande ed in questo articolo proviamo a fornire delle indicazioni.
Il Fatturato è lo strumento più debole per misurare la salute di un business. Non tutti i fatturati sono uguali e dobbiamo evidentemente considerare la struttura dei costi necessaria a generare quei ricavi e i relativi margini. La crescita del numero dei clienti e del fatturato è importante, ma rincorrerli ad ogni costo è potenzialmente pericoloso, tanto da trasformarsi in perdite certe.
Il Profitto è un indicatore più robusto, un rigoroso Conto Profitti e Perdite ci darà una misura della performance in un dato periodo e ci fornirà indicazioni sul modello di business ma potrebbe non essere sufficiente per capire se la nostra azienda performa adeguatamente ed in modo ottimale.
L’Utile è ciò a cui tutti guardano, purtroppo, ma esprime solo un dato contabile, non misura la redditività dell’impresa e non saperlo conduce a scelte disfunzionali e valutazioni sbagliate, raccontando la “metà” della favola, spesso come un miraggio esprime solo la nostra realtà. Con l’utile non si possono pagare gli stipendi!
Quello di cui si ha bisogno è la cassa.
Puntare sulla crescita del Fatturato e degli Utili deriva dalla conoscenza limitata del funzionameto aziendale è restituisce una rappresentazione distorta.
Cash is reality. Molte riunioni in azienda si focalizzano sulla crescita dei ricavi e sugli utili trascurando moltissimi aspetti anche la stessa analisi.
Prima di pensare a quali politiche di sviluppo implementare potrebbero essere utili 4 domande:
- Di quanto denaro disponiamo?
- A quanto ammonta il debito totale?
- La qualità del nostro credito?
- Qual’è la proiezione dei flussi di cassa?
Rincorrere le dinamiche del fatturato senza la consapevolezza delle sottostanti dinamiche finanziarie potrebbe rivelarsi una questione “delicata”.
Il COVID ha indebolito le aziende, in particolare quelle già non consapevolmente compromesse. La crisi degli anni scorsi ha impattato fortemente, anche sulle abitudini di pagamento ed ha colto molti imprenditori impreparati a gestire una crisi che è iniziata dalla liquidità amplificata da provvedimenti carenti ed improvvisati e dalle difficoltà del sistema bancario nel venire a supporto e probabilmente proseguirà con ulteriori perdite oltre agli investimenti necessari.
Un gap di competenze che deve essere recuperato velocemente, a beneficio della valutazione interna, della convenienza e delle prospettive di business, per orientale l’impresa verso lo sviluppo sostenibile e riorganizzare anche le fonti finanziare verso il mercato, su progetti in grado di attrarre l’attenzione degli investitori, superando il precedente modello basato sulle garanzie.
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