La gestione dei dati (data management), consiste nella raccolta, organizzazione e fruibilità del dato secondo precisi modelli di analisi e monitoraggio a supporto della produttività, dell’efficienza che si realizza attraverso un processo decisionale informato basato su elementi oggettivi.
I dati sono essenziali per determinare il modo di fare impresa, sul piano operativo e funzionale. Le aziende sono chiamate a strutturare i dati e stabilire i criteri di pertinenza.
È sui dati che occorre allora puntare i riflettori. I dati di per sé sono inutili: le aziende hanno bisogno di un modello efficace di strategia, governance e data management per sfruttarne tutte le forme in modo pratico ed efficiente nelle supply chain, nelle reti di dipendenti, negli ecosistemi di clienti e partner… e molto altro ancora.
Definizione e processo di gestione dati
Considerato il ruolo centrale che i dati rivestono oggi nel business, una solida strategia di gestione e un sistema evoluto di gestione dei dati sono essenziali per qualsiasi azienda, indipendentemente dalle dimensioni o dal settore.
Il processo di gestione dei dati si articola su attività e procedure diverse, la nostra attività si articola su due punti principali:
Raccolta, elaborazione, validazione e archiviazione
Integrazione delle diverse tipologie di dati strutturati provenienti da fonti diverse
Gestiamo le informazioni e i dati di natura economico finanziaria di riferimento alla conduzione e alla gestione aziendale, non rientrano nel perimetro di gestione i dati non strutturati, le misure di disaster recovery, le modalità d’uso e accesso ai dati da parte di utenti e ioni, la tutela e la protezione dei dati e difesa della privacy
Perché la gestione dei dati è importante?
Perché ogni soluzione analitica e applicazione, semplici formule e algoritmi dipendono dalla disponibilità e l’accesso ai dati che alimentano l’elaborazione, pertanto è fondamentale la loro disponibilità e accuratezza.
Il vantaggio dell’analisi e della gestione dei dati è nella trasformazione in un asset ad alto valore aggiunto per l’impresa
La capacità di gestione del dato è un vantaggio competitivo, in quanto consente la costruzione delle informazioni utili alle imprese per aumentare l’efficienza e l’efficacia delle soluzioni grazie alla conoscenza approfondita delle informazioni e alla capacità di previsioni più accurate, le aziende possono ottenere:
un quadro più chiaro e completo di quanto i clienti desiderano attraverso il monitoraggio de comportamenti, migliorare e proporre la customer experience
elaborare modelli predittivi e previsionali attraverso l’analisi delle informazioni di natura economico-finanziaria interne e quelle micro del mercato ti riferimento e le variabili macroeconomiche, per orientarsi rapidamente e introdurre dei criteri di resilienza nei modelli di business
migliorare il processo decisionale spesso affidato alla valutazione soggettiva sulla base delle personali esperienze precedenti di successo che spesso sottovalutano il cambiamento e le diverse circostanze rispetto al passato.
Le 5 variabili che compongono la qualità della gestione del dato sono:
il Volume dei dati raccolti
la Varietà e i raggruppamenti
la Velocità con la quale si generano
La veridicità
Il Valore
I dati sono necessari ma non sufficienti per prendere decisioni informate. Devono essere elaborati e inseriti in un processo decisionale guidato da un obiettivo chiaro. Le informazioni da sole non determinano la decisione, che è attivata dalla ricerca di dati pertinenti all’obiettivo.
Le decisioni non sono guidate dal passato o dalle informazioni disponibili, ma dal futuro. Il passato fornisce solo uno schema di comportamento ricorrente.
Disporre di molti dati non equivale a sapere dove andare. La ricerca di informazioni avviene solo dopo aver definito l’obiettivo.
Le decisioni sono guidate dal futuro e non dal controllo. L’illusione di controllo e di conoscenza attraverso il controllo dei dati è un BIAS.
La Business Intelligence (BI) è una metodologia per analizzare grandi volumi di dati aziendali da diverse fonti (CRM, ERP, magazzino) per supportare decisioni strategiche informate.
Permette di individuare trend, configurazioni e relazioni tra dati, creando dashboard personalizzate per monitorare l’attività aziendale.
Grazie alla BI, le decisioni si basano su dati concreti, abbandonando intuizioni e supposizioni, migliorando l’efficienza operativa e automatizzando i processi ripetitivi.
In definitiva, la BI aumenta i profitti e il valore aziendale, trasformando i dati in informazioni e conoscenza per migliorare il processo decisionale.
La Business Intelligence (BI) è una tecnologia che trasforma dati in informazioni e conoscenza per migliorare il processo decisionale. In pratica, è un software che acquisisce e manipola dati da diverse fonti (database, archivi, etc.) e li restituisce come report, statistiche, grafici e indicatori aggiornati.
L’aggiornamento di una posizione patrimoniale, ad esempio, è il risultato di una interconnessione di dati che producono report, tabelle e grafici attraverso la BI.
La BI utilizza dati in formati diversi e provenienti da diverse fonti (ERP, CRM, siti web, email, database esterni, etc.).
In definitiva, la BI è un sistema di supporto alle decisioni (DSS) che aiuta a prendere decisioni migliori e più rapide.
Le aziende non possono più permettersi di subire passivamente i dati. Serve un cambio di rotta: da una strategia “event driven” a una “data driven”, che valorizzi anche le soluzioni già integrate nei sistemi gestionali.
L’enorme crescita dei dati e il loro ruolo fondamentale per il business impongono un approccio proattivo alla loro gestione. Bisogna integrarli su larga scala e combinarli con le informazioni esistenti.
Una strategia globale a 360 gradi, basata sull’integrazione perfetta dei dati, permette a tutti i dipendenti di allineare le proprie decisioni e azioni agli obiettivi comuni, favorendo il successo dell’azienda.